Come si costruisce una campagna di equity crowdfunding di successo?

Scritto da Claudio Grimoldi
il 09/21/2022

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Con il rapido sviluppo di Internet e dei social media, negli ultimi anni sono emerse attività di crowdfunding a livello internazionale e locale. Crowdfunding è un termine generico che descrive l’uso di contributi monetari ottenuti da un gran numero di individui o organizzazioni per finanziare un progetto, un’impresa o un’azienda attraverso una piattaforma online. L’enterprise crowdfunding Dal lato interno potrebbe anche essere definito come una strategia innovativa volta a favorire partecipazione e innovazione nell’azienda, utilizzando idee, competenze e progetti dei dipendenti al fine di migliorare l’efficienza dell’impresa e implementare l’approccio imprenditoriale dei dipendenti.

Le tipologie di crowdfunding

Negli ultimi anni il crowdfunding è emerso come un canale alternativo sempre più popolare per gli imprenditori al fine di finanziare le loro attività, soprattutto nella fase iniziale. In linea di massima, il crowdfunding può essere suddiviso in quattro categorie principali: donation, reward, lending ed equity.

Molte persone hanno già familiarità con il crowdfunding come concetto: secondo uno studio del 2016 condotto dal Pew Research Center, il 22% degli americani ha contribuito a una campagna di crowdfunding. Ma le principali forme di crowdfunding citate nella ricerca erano basate su donazioni (donation) o ricompense (reward): nel primo caso l’utente apporta capitali per sostenere un’attività no profit, nel secondo per ricevere da un’azienda un regalo, una menzione su un sito Web o il primo prodotto rilasciato, in anteprima rispetto al lancio sul mercato.

L’equity crowdfunding (ECF), invece, anche chiamato crowdfunding azionario, è un tipo specifico di attività di crowdfunding in cui gli investitori impiegano somme di denaro in un progetto o in un’impresa attraverso una piattaforma online, in cambio di partecipazioni finanziarie (quote) della società stessa. Rispetto alle normali forme di raccolta di capitale di rischio, l’equity crowdfunding è un modello di finanziamento aziendale che prevede la raccolta di somme minori da un numero maggiore di investitori.

L’equity crowdfunding

Spesso l’equity crowdfunding è considerato solo come un nuovo metodo di finanziamento al di là del tradizionale sistema finanziario. Tuttavia, considerare l’equity crowdfunding solo all’interno della sfera finanziaria è molto limitante e non rappresenta la realtà. L’innovazione apportata dal crowdfunding azionario, infatti, racchiude molte altre caratteristiche che rendono l’equity crowdfunding così interessante. Essa fa leva sulla teoria sociologica della “saggezza della folla” (o intelligenza della folla) elaborata da James Surowiecki, secondo la quale una massa di individui sarebbe in grado di fornire una risposta più adeguata ai problemi rispetto a un piccolo numero di esperti. Di conseguenza, una campagna di equity crowdfunding è anche un modo per validare sul mercato un prodotto o servizio.

Le dinamiche del crowdfunding sono spesso legate all’interazione di fattori motivazionali molto eterogenei, in parte estranei alla razionalità economica. In altri termini, la sfera finanziaria è solo una parte dell’innovazione apportata dall’equity crowdfunding, il quale interagisce a diversi livelli con altre caratteristiche rilevanti, umane e comunicative, creando sinergie e un modello unico di gestione dell’impresa.

Per questo motivo è utile per un’azienda intraprendere una profonda e complessa trasformazione digitale e implementare tecnologie che la possano abilitare ad automatizzare i processi e incrementare delle metriche importanti.

Caratteristiche dell’equity crowdfunding

Quando un’impresa sta cercando dei finanziamenti per avviare o far crescere la propria attività potrebbe trovarsi in una condizione per cui non si riesceo a ottenere prestiti, cercare finanziamenti istituzionali, trovare una società di venture capital disposta a investire nella società o partecipare a bandi, perché bisogna anticipare dei soldi.

Con l’equity crowdfunding, invece di prendere in prestito denaro da istituzioni finanziarie, si raccolgono capitali da investitori privati ​​in cambio di azioni e compartecipazione alle entrate. Poiché sempre più persone si connettono a Internet, è diventato più facile raggiungere migliaia di persone che credono nelle idee imprenditoriali innovative. Gli investitori online possono essere persone di ogni categoria, attratte dalla vision di un determinato imprenditore, che ispira fiducia e sa comunicare la propria idea in modo da renderla attraente e vincente.

Una ricerca ha studiato i fattori di successo delle campagne di equity crowdfunding e ha dimostrato che le informazioni fornite dalla startup ai potenziali investitori, come il capitale umano e sociale dei fondatori, i rischi e le proiezioni finanziarie, hanno un’influenza positiva sul successo della campagna.

Le previsioni sono che il crowdfunding azionario potrebbe superare le altre formule di finanziamento aziendale nei prossimi anni: i dati dicono che l’equity crowdfunding mondiale nel 2017 si stava già avvicinando agli 8 miliardi di dollari e si prevede che supererà i 31 miliardi di dollari alla fine del 2022.

Come funziona l’equity crowdfunding?

I potenziali investitori, dopo essersi registrati alle piattaforme ECF tramite Internet o applicazioni mobili, possono vedere una panoramica dei progetti/aziende in fase di lancio, i dettagli delle proposte e altre informazioni (come termini e condizioni) sull’investimento.

Le piattaforme ECF di solito addebitano una commissione come percentuale dell’importo totale raccolto più le commissioni di transazione. Alcune piattaforme hanno anche tasse di iscrizione che un’azienda deve pagare, indipendentemente dal fatto che riesca a raccogliere i fondi desiderati o meno. Alcune piattaforme potrebbero addebitare una commissione di gestione pagabile anche dagli investitori.

Le regole dell’equity crowdfunding

Poiché anche in Europa il crowdfunding si sta affermando sempre di più come forma di finanziamento per le startup e le piccole e medie imprese (PMI), si è reso necessario regolamentare questa attività attraverso la pubblicazione del Regolamento Europeo n. 2020/1503 (Regulation on European Crowdfunding Service Providers for Business). Le piattaforme online che intendono ottenere l’autorizzazione europea per operare in questo settore devono presentare apposita domanda entro il 10 novembre del 2023. Il Regolamento europeo riconosce l’importanza sempre maggiore assunta dal crowdfunding nel corso di questi ultimi anni, in cui la pandemia da Covid-19 e la crisi finanziaria che ne è seguita hanno messo in ginocchio numerose imprese e attività commerciali. Considerato che le somme di denaro che vengono raccolte attraverso il finanziamento collettivo derivano da un alto coinvolgimento di privati e di organizzazioni, è diventato urgente stabilire un quadro normativo a livello europeo al fine di tutelare investitori e imprese. Come affermato all’art.18 del suddetto Regolamento: “Per mantenere un livello elevato di tutela degli investitori, ridurre i rischi connessi al crowdfunding e assicurare un trattamento equo di tutti i clienti, i fornitori di servizi di crowdfunding dovrebbero mettere in atto una politica concepita per assicurare che i progetti sulle loro piattaforme siano selezionati in modo professionale, imparziale e trasparente, e che i servizi di crowdfunding siano forniti nello stesso modo”. L’obiettivo è quello di garantire un corretto sistema di governance in materia di investimenti nei servizi di equity crowdfunding.

Come si costruisce una campagna di equity crowdfunding di successo?

Le campagne di equity crowdfunding sono generalmente ospitate su piattaforme di terze parti che intermediano il rapporto tra l’azienda e l’investitore.

Ogni opportunità di equity crowdfunding è diversa: gli obiettivi e i termini di ciascuna campagna saranno stabiliti dalla società che cerca l’investimento. I dettagli dell’opportunità, compreso l’importo minimo di investimento e il periodo dell’investimento, devono essere resi disponibili sulla piattaforma di crowdfunding che ospita la campagna. Dopo l’investimento, le persone che ricevono azioni della società ne hanno la proprietà parziale. Ciò significa che se la società avrà dei guadagni, il valore delle azioni aumenterà e l’investitore può realizzare un profitto dalla vendita della propria quota oppure dalla distribuzione degli utili.

Gli investitori vogliono capire le motivazioni per cui valga la pena allocare il proprio denaro nel finanziamento di un’impresa. E’ dunque importante comunicare in maniera trasparente tutte le informazioni relative all’idea imprenditoriale e i motivi per cui il fondatore possa risultare una persona qualificata per gestire e far crescere l’attività.

A questo scopo può essere utile affidarsi a società operanti nel settore del crowdfunding, che siano capaci di rendere possibile per ogni azienda l’adozione di un manager per trovare soluzioni digital ai problemi aziendali di tutti i giorni.

Quattro passi per avviare una campagna di equity crowdfunding di successo

Avviare una campagna di crowdfunding è facile: basta scegliere la piattaforma a cui affidarsi, presentare il proprio progetto e fornire tutti i documenti necessari. Ma questo non è sufficiente per garantirsi il successo della campagna. Ci sono alcuni step fondamentali da compiere quando si vuole avviare una campagna di crowdfunding di successo:

  • fare marketing, perché circa l’80% degli investitori sarà portato dall’offerente stesso (la società che propone la campagna) e non dalla piattaforma, cioè sarà costituito da clienti o potenziali tali dell’offerente. Il report sul crowdinvesting del Politecnico di Milano mostra come il 75% di chi ha investito in una campagna di crowdfunding l’ha fatto solo una volta nella vita, perciò non esistono investitori “seriali” pronti a investire in tutte le campagne.
  • strutturare una solida fase di precrowd: precrowd è tutto ciò che succede PRIMA che si apra la campagna. In questa fase bisogna raccogliere manifestazioni di interesse da parte di persone che un domani potranno investire sul nostro progetto. L’obiettivo è coprire con queste manifestazioni di interesse il 90% della soglia economica minima prima di aprire la campagna. Non farlo è esattamente come non allenarsi per poi fare una partita in Champions League.
  • utilizzare i reward per trasformare i clienti o potenziali tali in investitori. I clienti non sono magari interessati a prodotti finanziari di vario tipo, perciò per poterli agganciare la cosa migliore è proporre, in abbinata con le quote societarie, offerte uniche e irripetibili (esclusive, sconti, lifetime deal, esclusive di vendita, supporto clienti dedicato…) rispetto al prodotto/servizio che viene offerto normalmente. In questo modo l’investimento risulta subito più accattivante perché offre un guadagno immediato, non solo futuro. 

Conclusioni

È chiaro che la gestione di una campagna di equity crowdfunding che abbia successo può essere complessa da fare da soli e non può essere lasciata al caso o all’improvvisazione. Per questo motivo, se si ha intenzione di avviare una campagna di equity crowdfunding è meglio affidarsi a un team di specialisti in grado di offrire una consulenza nelle strategie di marketing più adatte alle esigenze dell’impresa. Attraverso la compilazione di un test digitale volto a conoscere il livello di digitalizzazione di un’azienda, si può pianificare la strategia digitale di business mirata alle particolari richieste di un imprenditore al fine di guidarlo verso un obiettivo di sicuro successo.

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