Big data e digitalizzazione settore sanitario

Scritto da Andrea La Rovere
il 09/16/2022

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Le potenzialità della tecnologia sono evidenti anche per coloro che non sono particolarmente legati a questo settore: nel corso del tempo l’evoluzione della ricerca medica e la cura di diverse malattie si sono sviluppate con una velocità elevata, condizione dovuta ai nuovi strumenti tecnologici.

In questa continua evoluzione, tra Digital Transformation e Sanità 4.0, si posiziona un modus operandi completamente differente a seconda del Paese di riferimento. Se da un punto di vista ideale la tecnologia e l’interconnessione con la sanità si evolvono parallelamente, da un punto di vista pratico l’utilizzo della prima non è così scontato in tutte le strutture mediche.

L’incidenza della telemedicina

L’Italia, a differenza di tanti altri Paesi europei, è ancora restia a introdurre strumenti tecnologici utili per il monitoraggio del paziente. Sebbene alcune strutture siano particolarmente aggiornate e volte a tale processo di cambiamento, la gran parte del contesto italiano è ancora legato a una gestione tradizionale del paziente e degli aspetti tecnologici.

La pandemia da Sars Covid-19 però, ha evidenziato come sia indispensabile usufruire di un’infrastruttura digitale per migliorare l’interazione e il monitoraggio del paziente. Purtroppo, in Italia il rapporto tra medico, paziente e tecnologia è ancora legato alla semplice videochiamata, quando si potrebbero implementare strumenti molto più incisivi e funzionali alla cura del soggetto ammalato.

La Sanità 4.0 e l’implementazione di AI e Big Data

Argomento particolarmente interessante, per comprendere le potenzialità riscontrabili nella telemedicina, è l’utilizzo dei Big Data e dell’Intelligenza Artificiale.

L’analisi dei sintomi o delle condizioni del paziente è in molti casi lasciata al singolo medico, addetto alla guarigione del soggetto nell’ambito medico di riferimento. Tale condizione può essere migliorata utilizzando Big Data e l’Intelligenza Artificiale; tecnologie capaci di sfruttare tecniche di deep learning e di aiutare il medico nell’operazione decisionale in base alle informazioni raccolte.

Per Big Data non si intende altro che una grande mole di informazioni archiviate, in questo caso relative ai pazienti. Tali dati, previa opportuna organizzazione ed analisi, pongono il medico di fronte a un quadro delineato dell’iter sanitario del soggetto.

Grazie all’implementazione di software per l’archiviazione di Big Data e soprattutto alle tecniche di Deep Learning possibili tramite AI, si possono prevenire potenziali problematiche nel paziente, anticipando la malattia e intervenendo prontamente.

Il miglioramento della telemedicina

Una struttura sanitaria che pianifica una strategia di cura tecnologicamente evoluta, può beneficiare di una trasformazione digitale volta alla gestione del paziente a 360 gradi. La telemedicina ormai ha strumenti sufficienti per passare dal semplice controllo periodico del paziente, a uno screening completo sia dal punto di vista psicologico che fisico.

Utilizzando la tecnologia, sia questa volta al monitoraggio, all’archiviazione di dati o semplicemente alla proiezione di potenziali malattie future, si possono migliorare le condizioni dei soggetti interessati.

L’impiego di Big Data, nello specifico, permette di ottenere un numero di informazioni rilevante sul paziente, garantendo allo specialista una base da cui iniziare il percorso di cura e di approccio psicologico. Riuscire a ottenere uno screening preventivo di base della persona affetta da malattia, consente al medico di pianificare la strategia migliore non solo per intervenire sulla problematica presente, ma anche per definire le modalità di approccio migliori.

Usualmente il tempo che un medico può dedicare ai pazienti è particolarmente ristretto, condizione che può indurre con più facilità all’errore umano. Con un sistema di dati ben definito, il dottore può avere accesso a maggiori dettagli in un lasso di tempo più breve.

I confini della Sanità 4.0 nel contesto italiano

L’Italia, salvo rare eccezioni, è tra le nazioni che più sono in difficoltà con l’avanzamento tecnologico. Il divario tecnologico nell’ambito della sanità è dovuto principalmente dalle Regioni che hanno un’amministrazione limitante.

Per la sola trasformazione digitale della tessera sanitaria ci sono voluti anni interi, pensare a una sanità 4.0 sembra quasi una tematica fuori dal tempo. Se le limitazioni regionali possono essere un limite oggettivo, sempre più strutture sanitarie si stanno attivando per incentivare la Digital Transformation in ambito medico-sanitario. A dimostrazione di quanto tale tematica sia adesso sentita, il PNRR ha stanziato per la sola digitalizzazione del sistema sanitario 2,6 Miliardi di Euro, che si stima possano aiutare, almeno parzialmente, l’ammodernamento tecnologico e digitale ospedaliero.

Sebbene le grandi difficoltà riscontrate durante la pandemia da Sars Codiv-19 abbiano evidenziato come il processo di trasformazione digitale in Italia sia estremamente macchinoso, le potenzialità e l’utilità di tale processo evolutivo sono indubbie.

La grande mole di dati archiviata attualmente sembra solo un database privo di utilità, ma se utilizzata nel modo corretto potrebbe rivelarsi una risorsa importante nel prossimo futuro.

Big Data e benefici nell’ambito sanitario

Potenzialmente i Big Data e la tecnologia in ambito sanitario possono essere estremamente utili, ma quali sono i motivi che hanno spinto sempre più strutture mediche a investire in questa tipologia di strumento? Per quanto in Italia si stiano muovendo solo i primi passi verso una sanità 4.0 è opportuno analizzare i benefici che si possono ricavare da tale trasformazione virtuale.

Controllo: uno dei punti di forza più importanti di un sistema basato su Big Data e sanità risiede nel controllare rapidamente l’erogazione dei servizi sanitari.

Personalizzazione: grazie a un’importante mole di informazioni è possibile adattare i percorsi di guarigione in base ai bisogni dei pazienti, sia in ottica del miglioramento fisico sia psicologico. Inoltre, grazie all’utilizzo di device in grado di generare, raccogliere, analizzare e trasmettere dati sanitari (definiti IoMT: Internet of Medical Things), i progressi del paziente possono essere monitorati in tempo reale, adeguando le terapie alle necessità del caso.

Percorso decisionale: un medico che ha la possibilità di reperire un numero di informazioni rilevante potrà effettuare una scelta diagnostica senza imperfezioni. In molti casi i medici non dispongono di un quadro esaustivo delle condizioni del paziente, un database ben realizzato può facilitare l’operato del professionista.

Proiezione dei dati futuri: pensare che l’utilizzo dei dati sia volto solo alla diagnosi nel breve termine è un errore di valutazione. Infatti, i Big Data, forniti in pasto ad altre tecnologie quali l’AI, sono in grado di prevedere l’evoluzione di parametri vitali nel tempo, prevenendo così il verificarsi di una patologia potenzialmente pericolosa per il paziente. 

Costi: uno dei benefici più rilevanti che stanno spingendo i grandi Paesi del mondo a investire nella sanità 4.0 risiede nella riduzione dei costi associata all’assistenza medico-sanitaria. Utilizzare un software di gestione, alimentato da Big Data  manipolati dalla AI, permette di valutare in modo oggettivo le spese superflue, azzerandole quasi del tutto con una strategia oculata.

Versatilità: l’implementazione di sistemi tecnologici capaci di relazionarsi ad altri software permette di ottenere una flessibilità eccellente. Riuscire a ottenere lo stesso trattamento in ogni struttura sanitaria grazie a informazioni precise è un passo che bisogna necessariamente fare per migliorare questo settore.

La trasformazione digitale e la necessità di database moderni

Recarsi in una struttura sanitaria e trovarsi di fronte un sistema di archiviazione basato su documenti cartacei non è sicuramente sinonimo di progresso. Purtroppo, l’Italia è ancora legata a sistemi di vecchia generazione per la raccolta dei dati ed è opportuno non solo inserire tecnologie all’avanguardia all’interno di un contesto lavorativo medico, ma anche cercare di cambiare mentalità in merito.

Affinché si possa ottenere un cambio di mentalità è indispensabile che manager e responsabili del settore inizino un processo di cambiamento, valorizzando i punti di forza della tecnologia e ponendo il paziente al centro del piano di guarigione.

Big Data e tecnologie per la Sanità 4.0

I benefici della sanità 4.0 e i limiti di un sistema Paese come quello italiano sono evidenti, ma analizzando un contesto ideale, quali sono le tecnologie che possono incidere maggiormente sfruttando i Big Data?

Cloud:

Una delle tecnologie più interessanti che si legano ai Big Data è sicuramente quella di archiviare le informazioni sanitarie in un sistema in cloud. Questo permette di salvaguardare i database, prevenirne potenziali perdite in futuro e soprattutto rendere i dati accessibili da qualsiasi struttura sanitaria, il che semplifica di molto la condivisione di informazioni in merito a pazienti specifici o patologie diffuse.

Cyber Security:

Come per ogni processo di trasformazione digitale, anche la sicurezza informatica ricopre un ruolo essenziale. L’archiviazione dei dati digitali, se adeguatamente implementata, garantisce un’ottima capacità di conservazione rispetto ai sistemi obsoleti basati su documenti cartacei e archivi fisici. Sarà compito del sistema sanitario ricevere, criptare, archiviare e conservare i dati sensibili di ogni paziente, rendendoli disponibili su richiesta, previa decriptazione.

Dispositivi di monitoraggio IoMT:

Una delle prerogative della sanità 4.0 è da ricercare nella realizzazione di dispositivi atti al monitoraggio dei dati del paziente. Uno strumento indossabile ha la capacità di tenere sotto controllo il soggetto e di recepire informazioni utili per la valutazione di sintomi e comportamenti. Il medico potrà avere un resoconto completo delle interazioni quotidiane del paziente, agevolandone la diagnosi e il piano di cura.

Software di analisi dei dati:

I Big Data oltre a essere una fonte eccellente di informazioni, ricoprono un ruolo molto importante anche per l’utilizzo di software dedicati alla loro analisi. Moltissimi contesti sanitari installano software specifici per aiutare i medici nell’analisi delle informazioni, condizione che pone lo specialista di fronte a più soluzioni oggettive.

AI:

Come anticipato nei paragrafi precedenti, l’Intelligenza Artificiale è tra le tecnologie più interessanti nella trasformazione digitale volta alla sanità 4.0. Usufruendo di questo strumento si può ottenere un’analisi molto più rapida dei dati e delle proiezioni future che possono prevenire potenziali malattie del paziente.

Sicuramente in Italia tale processo evolutivo è ancora poco sviluppato, ma alcuni manager stanno spingendo affinché questo Paese possa posizionarsi in una condizione paritaria con l’Europa.

Conclusioni

In un’epoca in cui la tecnologia sembra una risorsa indispensabile, l’Italia da poco sta cominciando a carpirne le potenzialità. Affinché questo cambiamento possa avvenire concretamente è opportuno che le strutture sanitarie decidano di effettuare una trasformazione digitale, non solo hardware e software, ma anzitutto di pensiero.

Cominciare da un test digitale per calcolare il livello di digitalizzazione della tua azienda può essere il primo passo per un cambiamento sempre più necessario.

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