Bonus digitalizzazione 2022: aggiornato

il 02/23/2022

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Bonus digitalizzazione 2022: tutto quello che devi sapere, aggiornato a febbraio 2022

Scrivo questo contributo relativo ai bonus digitalizzazione pensando al mio interlocutore ideale, che immagino come il classico  l’imprenditore alla guida di una PMI, per dargli un quadro più esaustivo possibile delle possibilità di finanziamento per le attività che vuole intraprendere in tema di digitalizzazione nella sua azienda.

Lo so, dovrai avere pazienza nel leggere tutto l’articolo, ma sul tema le informazioni e le opportunità sono veramente molte e possono portarti grandi benefici.

Una premessa a cui tengo molto

Prima di entrare nel merito però, voglio fare una considerazione di carattere generale. L’imprenditore che decide di iniziare la strada che porta la trasformazione digitale nella sua azienda deve avere una forte volontà di percorrere la via che ha davanti, indipendentemente dai finanziamenti. Se riuscirà poi ad ottenere dallo Stato o dai vari Enti sul campo un aiuto, tanto meglio, ma non dovrà fare l’errore di legare i suoi progetti solo al bando di turno, i progetti che andrà ad attivare dovranno avere un tangibile valore di ritorno, in una parola non dovremo essere “tentati” dal partire solo perché siamo riusciti a portare a casa un finanziamento.

Bene, detto questo vediamo le opportunità.

Cosa sono i voucher digitalizzazione?

Tra gli aiuti, il più delle volte a fondo perduto, che lo Stato e le Regioni erogano nei confronti delle PMI, una menzione speciale la meritano di sicuro i voucher digitalizzazione. La loro utilità è stata alquanto evidente tra il 2020 e il 2021, a seguito dell’avvento della pandemia da Covid-19. 

I voucher digitalizzazione, però, non sono gli unici finanziamenti di cui le aziende possono beneficiare. Vi sono infatti tutta una serie di bonus e di incentivi attinenti al rinnovo delle tecnologie, considerati fondamentali nell’ottica di una visione proattiva e di un rilancio concreto del business, specie dopo un biennio di affanno con i conti in molti casi in rosso.

Vediamo quindi quello più attuale, il bonus digitalizzazione 2022, poi offrirò una panoramica su tutta una serie di incentivi a tema.

Che cos’è il voucher digitalizzazione 2022?

Noto anche come Bonus Internet 2022, il bonus digitalizzazione ha come target di riferimento le micro, piccole e medie aziende, iscritte al Registro Elettronico degli Indirizzi (REI). Il suo valore massimo ammonta a 2.500 euro. Nello specifico, è il secondo step del Piano Voucher. Il primo aveva come focus l’erogazione del bonus pc e internet alle famiglie. L’intento di fondo, pertanto, è quello di incentivare la digitalizzazione, agevolando i contratti di connessione internet ad alta velocità.

Gli incentivi in materia di digitalizzazione, come quello in oggetto, consentono alla classe imprenditoriale in Italia di centrare tutta una serie di obiettivi eterogenei, come ad esempio il miglioramento dell’efficienza aziendale, lo sviluppo di soluzioni e-commerce, la realizzazione di interventi mirati a formare personale qualificato nell’ambito del contesto ICT, la modernizzazione dell’organizzazione di lavoro tramite l’impiego di dispositivi tecnologici e di forme di flessibilità del lavoro, di cui il telelavoro è la più nota, e infine lo sfruttamento della tecnologia satellitare, utilissima per beneficiare della connettività a banda ultralarga.

Vediamo ora gli importi del voucher.

A fronte di step change, ossia di aumento della velocità di connessione, indipendentemente da quale tecnologia si è scelto, l’importo massimo del voucher digitalizzazione 2022 va da 300 euro a 2.500. E’ possibile beneficiare del voucher anche per quanto riguarda il passaggio a connessioni di velocità maggiori a 1 Gbit/s, oppure anche in rapporto ai costi di rilegamento.

Nello specifico, è bene sottolineare come sono tre le fasce differenziate dei voucher. Il parametro di differenziazione ha strettamente a che fare con la velocità della connessione, con le caratteristiche della connettività e infine con i costi di riferimento.

Voucher di fascia A

I voucher di fascia A si dividono in A1 e A2. Il loro importo corrisponde a 300 euro a fronte di un contratto di durata che va da un minimo di 18 mesi a un massimo di 36. Nel caso del voucher A1, il riconoscimento avviene quando si registra il passaggio a velocità massima di download compresa tra 30 Mbit/s ≤ V < 300 Mbit/s; nel caso del voucher A2, si va dai 300 Mbit/s ≤ V ≤1 Gbit/s.

Qualora le connessioni offrissero velocità superiori a 1 Gbit/s, l’importo del voucher può essere aumentato di 500 euro, a fronte della copertura parziale dei costi di rilegamento che i beneficiari hanno dovuto sostenere. Occorre, però, la giustificazione adeguata rilasciata dagli operatori fornitori. Sempre per ciò che concerne i voucher di fascia A, non vi sono soglie di banda minima garantita. Nel complesso, il 40% delle risorse stanziate è indirizzato proprio per questa fascia, con divisione equa al 20% tra voucher A1 e A2.

Voucher di fascia B

Il voucher di fascia B si caratterizza per un importo di 500 euro, a fronte di un contratto di durata che va da 18 a 36 mesi. Deve essere assicurato, però, il passaggio a una velocità massima di download superiore. L’intervallo è 300 Mbit/s ≤ V ≤1 Gbit/s. Per connessioni dove la velocità di Gbit/s è pari a 1, c’è un contributo di ulteriori 500 euro per cui valgono gli stessi criteri indicati in precedenza. Conditio sine qua non per beneficiare di uno degli incentivi digitalizzazione più noti è l’avere una soglia di banda minima garantita pari a come minimo 30 Mbit/s. Da notare infine che il 50% delle risorse stanziate riguarda appunto il voucher di fascia B.

Voucher di fascia C

L’importo del voucher di fascia C ammonta a 2.000 euro. Il contratto ha una durata che va da un minimo di 24 mesi a un massimo di 36. Anche in questo caso, è necessario il passaggio a una connettività con maggiorazione della velocità massima in download. Nel caso specifico, questa deve superare la soglia di 1 Gbit/s. Anche nella suddetta circostanza, il valore del voucher può essere incrementato di un contributo aggiuntivo per i costi di rilegamento. L’importo massimo è pari a 500 euro. Per quanto riguarda la banda minima, deve essere di almeno 100 Mbit/s. Infine, ai voucher di classi C è destinato il 10% delle risorse stanziate.

Attenzione ai vincoli.

Bisogna poi sottolineare che il riconoscimento dei voucher non avviene se c’è stato un cambio di operatore tra servizi della stessa categoria. Analogamente, si registra il mancato riconoscimento anche nel caso di passaggi di intestazione del contratto, se la sede dell’azienda resta la stessa.

Ogni beneficiario può usufruire di un unico voucher. Si prevede poi l’opportunità di portabilità: questo vuol dire in concreto che è possibile procedere al trasferimento dell’ammontare rimanente del voucher.

Domanda voucher

Per quanto riguarda la presentazione delle domande, è Infratel Italia che se ne occupa. In un lasso di tempo massimo pari a 30 giorni, a seguito dell’adozione del Decreto, viene predisposto un piano tecnico e un manuale operativo, il cui contenuto deve indicare la descrizione accurata dell’intervento, i criteri di accettazione relativi all’erogazione dei voucher alle aziende, i sistemi di attuazione e l’intera panoramica economica.

Le imprese hanno a disposizione 24 mesi per procedere alla richiesta del suddetto voucher, a partire dalla data di inizio della fase operativa. I vari incentivi digitalizzazione verranno concessi entro questo lasso di tempo. Il tutto sino all’esaurimento delle risorse stanziate.

Bando MISE Digital Transformation

Nell’iter inerente al bonus digitalizzazione 2022, bisogna prestare attenzione di sicuro al Bando MISE Digital Transformation. Il suo scopo principale consiste nel supportare al meglio il processo di trasformazione digitale e tecnologica delle micro, piccole e medie aziende che costituiscono la spina dorsale del tessuto imprenditoriale del nostro Paese. Vengono di fatto sviluppati diversi progetti che mirano a implementare tecnologie digitali di filiera, fondamentali per la creazione di vantaggio competitivo.

I progetti incentrati attorno al Bando MISE Digital Transformation hanno come focus di riferimento tutte quelle tecnologia individuate mediante il Piano nazionale impresa 4.0: cloud, realtà aumentata, analytics, advanced manufacturing solutions, simulation, cybersecurity, additive manufacturing, big data, industrial internet, integrazione orizzontale e verticale sono fulgidi esempi al riguardo.

Bonus formazione 4.0

Il bonus formazione 4.0 è targettizzato su misura per tutte quelle realtà imprenditoriali disposte a sostenere spese per formare i dipendenti in riferimento al settore delle tecnologie 4.0. Si tratta di un finanziamento molto conveniente che permette alle start-up, alle PMI, alle micro-imprese, alle aziende a conduzione familiare e alle realtà imprenditoriali di media-grande dimensione di beneficiare di un apposito credito d’imposta.

Ma non è tutto, visto che possono usufruire del bonus formazione 4.0 anche gli enti di natura non commerciale che svolgono attività commerciali, in rapporto ai dipendenti impiegati, anche non necessariamente in queste mansioni.

Da notare che è la Legge Bilancio 2021 a disciplinare il bonus formazione 4.0: sono stati ampliati i tipi di spesa, soggetti ad agevolazioni. Occorre poi tenere conto che la misura del credito d’imposta dipende strettamente dalle dimensioni effettive dell’azienda: si va dal 30% al 50% della quota delle spese ammissibili. Ciò vuol dire numeri alla mano che il riconoscimento del credito d’imposta avviene in misura pari al 30% delle spese ammissibili per le grandi imprese, tenendo conto di una soglia massima annuale pari a 250.000 euro; al 40% delle spese ammissibili per le imprese di media dimensione, sempre considerando una soglia massima annuale pari a 250.000 euro; infine, per le piccole imprese, la misura è del 50% delle spese ammissibili, con soglia annuale massima corrispondente a 300.000 euro.

Non possono beneficiarne, invece, le aziende che si trovano in uno stato di liquidazione coatta amministrativa, liquidazione volontaria, fallimento, insolvenza, anche se vi sia in corso un procedimento avente a che fare con una delle suddette situazioni. Il rispetto delle normative sulla sicurezza del posto di lavoro è una conditio sine qua non per poter usufruire del bonus formazione 4.0. Stesso discorso per quanto riguarda il corretto assolvimento in materia di obblighi di versamento relativi ai contributi di tipo assistenziale e di natura previdenziale verso i dipendenti.

Un percorso incentrato su tematiche del calibro di integrazione digitale dei processi aziendali, IoT (internet of things), interfaccia uomo macchina, robotica collaborativa e avanzata, prototipazione rapida, analisi dei dati, big data, fog computing, tecnologie cloud, cyber security, realtà virtuale, realtà aumentata e sistemi di visualizzazione, danno l’opportunità di beneficiare del bonus formazione 4.0, a patto che venga consolidato il know-how dei dipendenti in materie oramai sempre più strategiche.

L’attività formativa in oggetto è indirizzata al personale dell’impresa che ha diritto al credito di imposta: anche gli assunti a tempo indeterminato e coloro che hanno un contratto di apprendistato possono trarre giovamento da un percorso formativo che deve comunque interessare aree aziendali come quella informatica, tecnica, vendite e marketing.

Se la tua impresa dispone di strumenti di controllo, in grado di garantire la partecipazione dei dipendenti, lo svolgimento delle lezioni può avvenire anche tramite apposite piattaforme di e-learning.

Nuova Sabatini

La misura Beni strumentali nuova Sabatini rientra tra gli incentivi digitalizzazione più interessanti in ottica aziendale. Di cosa si tratta? Sostanzialmente, di un’agevolazione che il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) ha stanziato nei confronti delle aziende con l’intento di semplificare il loro accesso al credito. Anche attraverso accorgimenti come quello in oggetto, le aziende italiane possono favorire l’accrescimento della competitività del sistema produttivo dell’Italia. Ai sensi di quanto sancito all’interno della Legge Bilancio 2022, il rifinanziamento del plafond Nuova Sabatini fornisce risorse pari a 900 milioni di euro, sfruttabili fino al 2027.

La misura mira a supportare tutta una serie di investimenti attinenti all’acquisto oppure all’acquisizione in leasing di tecnologie digitali, di software, di hardware, di tool di tipo strumentale in ottica produttiva, di impianti, di attrezzature e di macchinari all’avanguardia.

A quanto ammonta il contributo messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico nei confronti del mondo delle imprese? In sintesi, all’ammontare degli interessi, il cui calcolo viene effettuato sulla base di un piano di ammortamento di durata quinquennale. Le rate vengono pagate semestralmente e il tasso di interesse per quanto riguarda gli investimenti di tipo ordinario è pari al 2,75%.

Infine, per ciò che concerne la Nuova Sabatini, è opportuno mettere in evidenza che la Legge Bilancio 2022 prevede il ripristino di erogazione in varie quote, dato che l’ottenimento del contributo in soluzione unica è valevole solo ed esclusivamente per finanziamenti di importo non superiore a 200.000 euro.

Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0

Il Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 non è altro che la naturale evoluzione del programma Industria 4.0, il cui intento primario verte attorno al potenziamento della ricerca di base e applicata, al fine di promuovere il processo di trasformazione digitale nell’ambito dei dipartimenti produttivi delle imprese. Si favorisce il trasferimento tecnologico e gli investimenti in beni immateriali mediante crediti d’imposta per formazione 4.0, innovazione green e sviluppo e ricerca.

Conclusioni

Tirando le somme, in materia di bonus digitalizzazione 2022, di incentivi in grado di supportare la tua impresa ce ne sono diversi. Ora sta a te, in qualità di imprenditore, scegliere i programmi più in linea con i tuoi obiettivi. Investire in formazione tecnologica e in dispositivi di ultima generazione è una saggia decisione, nell’ottica del processo di acquisizione di vantaggio competitivo. Indipendentemente dal settore in cui operi, infatti, la concorrenza è oggigiorno più che mai agguerrita. Ragion per cui, in qualità di società con pluriennale esperienza nel campo della consulenza digitale, possiamo supportarti a 360 gradi quando si tratta di fare accedere la tua azienda a bandi e finanziamenti incentrati sulla digitalizzazione.

Mettiti in contatto con noi per avere ulteriori approfondimenti, la nostra consulenza di Chief Digital Officer (direttori del digitale) può beneficiare di questi incentivi.
Sapremo guidarti nel complesso mondo dei finanziamenti a fondo perduto, passo dopo passo, con supporto trasparente e costante, empatia e professionalità verso la soluzione migliore per il tuo business.

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