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La cultura aziendale abilita la trasformazione digitale

Scritto da Stefania Montemurro

Maggio 6, 2021

La tecnologia è sicuramente uno dei fattori determinanti per quanto riguarda il processo di trasformazione digitale, perché è in grado di migliorare sensibilmente la qualità del lavoro, la produttività, l’apprendimento e, di fatto, di rendere più competitiva qualsiasi impresa. 

Da sola, però, la tecnologia non basta. Trasformarsi significa principalmente cambiare mentalità dando la possibilità alle persone di acquisire nuove competenze digitali e socio culturali rispetto all’evoluzione che stiamo vivendo.

Ma cosa si intende per cultura?

La cultura comprende l’insieme dei valori e dei comportamenti che definiscono il modo in cui le persone “fanno” le cose. 

Capiamo bene quindi come il digitale non è solo adottare un nuovo strumento ma passa dal comprendere come cambiano i trend e le esigenze dei consumatori, è molto importante inoltre che le persone capiscano come utilizzare gli strumenti digitali per migliorare il proprio lavoro.

Strumenti come Google Analytics non sono quindi fini a sé stessi ma permettono alle persone di entrare in una nuova dimensione, dove i dati guidano le decisioni giornaliere.

I collaboratori che lavorano in azienda devono avere chiara l’importanza di un’aggiornamento costante, devono sapere come scegliere le fonti di informazione adeguate e adottare un approccio proattivo, senza avere paura di “non essere abbastanza bravi con il pc”.

Nell’articolo “Cos’è la quarta rivoluzione industriale” ne vediamo un esempio, il mondo dell’industria sta cambiando. I tuoi collaboratori sanno di cosa si tratta e come si stanno preparando? Stanno prendendo in considerazione questo cambiamento o sono “troppo impegnati”? 
Altri esempi di cambiamenti da conoscere sono: l’evoluzione costante del settore retail, dell’export con i marketplace (Alibaba, Amazon..), la comprensione dei dati per prendere decisioni e molto altro.

Spesso i manager delle aziende con cui lavoriamo ci dicono “ma io sono una caso disperato, so a malapena aprire la mail”. Questo non deve essere un problema ma l’azienda stessa deve aiutare le persone a sentirsi a proprio agio con l’evoluzione dando formazione e inserendo figure in grado di contaminare l’ambiente aziendale con nuovi stimoli, settimana dopo settimana.

Solo motivando i lavoratori a migliorarsi giorno dopo giorno, a non aver paura di sperimentare e ad investire fortemente sulla formazione, il cambiamento digitale è possibile. Anche piccoli cambiamenti in termini di nuovi stimoli costanti e approccio lavorativo possono rappresentare un passo avanti importante.

Per centrare appieno questo ambizioso obiettivo, parte del lavoro organizzativo passa dal rafforzamento dell’introduzione di nuovi progetti, uscendo gradualmente dall’ “abbiamo sempre fatto così”.

Qualche esempio: partire dal marketing e dalle vendite può essere un ottimo modo per iniziare. Se tradizionalmente acquisite clienti con il passaparola o con le fiere di settore, provate a formare i venditori sull’utilizzo di LinkedIn per l’individuazione di nuovi clienti B2B. 

Il successo dell’impresa stimolerà la voglia di rimettersi in gioco e sarà più facile introdurre gradualmente progetti sempre più sfidanti. 

Un altro consiglio è quello di prendere tutti l’abitudine di leggere una fonte di informazione digitale autorevole giornalmente, bastano pochi minuti al giorno per rendersi conto del modo in cui il mondo che sta cambiando e trarne beneficio.

Quali sono le mosse necessarie per favorire un importante cambiamento culturale all’interno di un’organizzazione aziendale?

Qualsiasi leader all’interno di un’impresa si ritrova ad affrontare quotidianamente tutta una serie di sfide, volte a favorire il cambiamento. 

Ecco quindi tre consigli da tenere in considerazione per stimolare il cambiamento culturale:

1. Riconoscimento dei rischi

I dipendenti che hanno un pensiero divergente vanno premiati e incentivati. Il miglioramento di una qualsiasi organizzazione passa anche dagli errori. Perciò, non bisogna avere paura di sperimentare. 

Azzerare i rischi vorrebbe dire limitare la sperimentazione e di conseguenza l’individuazione di nuove strade. Ne abbiamo parlato in questo video che ti consiglio.

 

2. è necessario spiegare gli obiettivi e la visione. Perché lo facciamo?

Avere la pazienza, la capacità e soprattutto il tempo di spiegare ai dipendenti la tipologia di cambiamento che si desidera implementare in ambito organizzativo è la virtù che ogni dirigente deve avere. Tutti i collaboratori vanno coinvolti e le comunicazioni interne devono coinvolgere tutti. Solo in questo modo aumenterà quel senso di responsabilità e di appartenenza, decisivo ai fini della rivoluzione digitale e del cambiamento culturale, tanto a lungo atteso a livello di impresa.

3. Valorizzazione della contaminazione del gruppo

Non va dimenticata la contaminazione delle conoscenze e dello competenze. In qualsiasi azienda, il successo passa dal gruppo. Risulta impensabile che il singolo, in uno scenario economico così tendente al cambiamento come quello attuale, da solo possa fare la differenza.  Le esperienze lavorative derivati da vari dipartimenti aziendali diventano, di fatto, un importante valore condiviso, dove alla base c’è l’innovazione. Quest’ultima è la risultante della contaminazione di conoscenze, di competenze e di idee.

Perché è importante questo cambio di passo

Anche a causa dell’avvento della pandemia da Covid-19, numerose realtà imprenditoriali si sono ritrovare impreparate nel dover velocizzare inevitabilmente i processi di trasformazione digitale. La questione, viste le innumerevoli difficoltà, riguardava in modo diretto la loro sopravvivenza. Quindi, in questa trasformazione digitale, la cultura si è rivelata imprescindibile

In tutto questo, è bene considerare che cambiamento e trasformazione non sono affatto la stessa cosa: il cambiamento, infatti, rappresenta una differente modalità nel fare qualcosa; la trasformazione, invece, è un modo di essere diverso. La nuova sfida futura per le imprese sarà quella di favorire l’evoluzione, dove il cambiamento e la trasformazione vadano di pari passo.

Se nell’era della globalizzazione, le parole chiave erano velocità, agilità e digitalizzazione, secondo il contesto definito con l’acronimo VUCA, vale a dire volatile, incerto, complesso e ambiguo, al giorno d’oggi le cose sono cambiate sotto numerosi aspetti. Le tendenze aziendali, data anche la complessità evidente dello scenario economico, sono andate incontro ad un’evidente accelerazione. Si ha una percezione diversa del mondo digitale, anche perché la pandemia da Covid-19 ha finito per rendere necessaria la trasformazione digitale per molte impresa.

In questi anni, nel contesto industriale si è potuto assistere alla progressiva digitalizzazione dei processi lavorativi e produttivi che hanno contribuito a ridefinire in modo piuttosto evidente il mondo del lavoro. La fase attuale è ancora quella dominata dall’impresa 4.0, dove l’automazione, l’interconnessione dei processi di produzione e la trasformazione digitale la fanno da padrone assolute. In tutti questi ambiti, il fattore umano è decisivo e risulterà tale anche con l’avvento dell’impresa evoluta.

Conclusioni

Alla luce di quanto evidenziato, fare spazio alla creatività e all’innovazione è decisivo nel favorire la trasformazione digitale. Non c’è alcun dubbio che la tecnologia sia fondamentale al riguardo così come le strutture idonee, volte a ottenere cambiamenti che durino nel lungo periodo. Tuttavia, il successo della trasformazione digitale riguarda le persone e quindi passa proprio dal lavoro in team. Compito del management e della proprietà di un’azienda, pertanto, è quello di garantire al personale tutto il supporto necessario, affinché il coinvolgimento sia totale

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